CASE OPEN-SOURCE: Che cosa sono? Come funzionano? Sono effettivamente convenienti?

 

Nell’ informatica il termine OPEN SOURCE è nato per indicare i software a “sorgente aperta”, ovvero quando i detentori dei diritti (gli autori) decidono di rendere libero e pubblico il codice sorgente del programma o applicativo ideato.

Nel caso specifico dell’ edilizia il concetto rimane il medesimo ma non può essere paragonato a livello di uso in quanto l’utente finale nei modelli di case OPEN-SOURCE non si trova di fronte ad oggetti immateriali o così facilmente modificabili.

Piuttosto in questo caso viene sfruttato il concetto di fruibilità attraverso la proposta di modelli di case che possono in qualche modo auto-prodotte scaricando istruzioni o replicando i modelli messi a disposizione. 

 

Vi sono diversi vantaggi nell’ utilizzo di case OPEN-SOURCE e per questo motivo molti imprenditori, professionisti e start-up ne stanno promuovendo l’uso anticipando quello che potrebbe essere il futuro delle costruzioni edilizie.

 

Partiamo con ordine, come riassumere l’intento dei creatori e sviluppatori dei modelli di queste particolari case?

 

Potrebbe essere riassunto nella frase dei creatori di WikiHouse: “Share global, manufacture local”.

L'deatore principale Alastair Parvin, designer londinese ed oggi direttore della WikiHouse Foundation nel 2008, ebbe l'intuizione della necessità di creare questi modelli di case opensource. Questo avvenne nel periodo in cui si stava vivendo la crisi del settore immobiliare legata ai subprime e in cui si imponevano nuove riflessioni sul costruire e l'abitare. 

Il designer Parvin arriva addirittura a concepire la possibilità che ognuno si costruisca la propria casa con vantaggi in termini di risparmio di tempo e di costi, eliminando tutta una serie di necessità quali il fatto di rivolgersi anche ad un architetto.  

Questa idea è naturalmente una provocazione perché queste case sono comunque concepite da un team di progettisti.

Per chi volesse approfondire al link potete trovare lo speech  presentato al TED.

 

WikiHouse - fonte: https://wikihouse.cc/
WikiHouse - fonte: https://wikihouse.cc/

 

Condividere conoscenza, pratiche costruttive per renderle disponibili a qualsiasi latitudine del globo è  quindi l'intento  principale degli ideatori di queste case del futuro.

 

 

Quali sono i principi cardine o elementi ricorrenti in progetti di questo tipo?

  • Materiali o elementi strutturali aperti all'uso (open materials, open libraries)
  • Creazione di nuovi standard e regole di costruzione
  • Ridurre i costi e i tempi
  • Ridurre errori e nessuna sorpresa in corso d'opera
  • Far evolvere progetti attraverso la condivisione ed il confronto
  • Riciclare, ridurre, risparmiare risorse 
  • Rendere trasparente il processo di produzione dei prodotti e loro vita (LCA) 

Oltre a WikiHouse possiamo citare l'OBI (Open Building Institute) un' organizzazione americana fondata nel 2016 da  Marcin Jakubowski e Catarina Mota. All'interno dell'OBI troviamo tra i collaboratori anche il fondatore di WikiHouse.

L'intento di questa organizzazione è infatti quello di diffondere più pratiche e soluzioni costruttive opensource. Sul loro sito è presente una libreria dove sono disponibili non solo disegni di case ma anche di singoli elementi costruttivi. 

Fonte: http://openbuildinginstitute.org/structures/
Fonte: http://openbuildinginstitute.org/structures/
Fonte: http://openbuildinginstitute.org/library-modules/
Fonte: http://openbuildinginstitute.org/library-modules/

OBI ha anche lanciato su Kickstarter un crowfounding per finanziare un nuovo strumento: ECO BUILDING Toolkit. Questo progetto nasce con lo scopo di poter fare in modo che l'accessibilità delle case e delle strutture edilizie siano a portata di tutti.  

Infatti uno dei limiti di questo tipo di modelli è che spesso non sono di così facile comprensione per i non addetti ai lavori nonostante le semplificazioni ricercate. 

Lo strumento consentirà attraverso programmi di training di imparare a costruire rapidamente utilizzando la libreria di moduli messa a disposizione sul loro sito.

Un dato interessante sono i tempi di costruzione stimati per costruzioni come quelle proposte da OBI, ovvero in una settimana circa. Questo dato però dipende dai modelli prescelti.

L'associazione no profit ENVIU che promuove progetti sociali ha invece lanciato nel 2007 una sfida e una gara con l’architetto olandese Vincent van der Meulen per cercare di sviluppare  e scegliere un modello di casa Opensource per gli abitanti degli slums e ghetti in Ghana. Hanno partecipato 3100 architetti al concorso.

Il modello vincente è stato "Emerging Ghana" promettendo un costo di circa $12,500 USD

In realtà la costruzione è costata di più per via di diverse vicissitudini ed anche poiché si trattava di un primo esperimento. Non è stata molto apprezzata dai fruitori finali in quanto per le culture locali la casa è risultata con una sagoma troppo aperta.

Fonte: http://www.archdaily.com/67279/winners-of-open-source-housing-competition
Fonte: http://www.archdaily.com/67279/winners-of-open-source-housing-competition

Una società svizzera denominata The Wall AG, ha creato una casa di 36 mq del valore di soli $ 5.000. L'inventore Gerd Niemoeller ha creato questa casa che pesa solamente 1,763lb=800kg ed è di facile montaggio e trasporto, oltre ad avere proprietà antisismiche. Si chiama "Universal World House" ed è in cellulosa impregnata di resina, fatta di carta riciclata con pareti sagomate. E' dotata di predisposizione impianti.

 

Questa casa sembra avere i requisiti per poter rispondere alle esigenze di popoli migranti o nelle località dove esistono emergenze abitative. La casa viene anche chiamata "Paper House".

Quali sono i principali limiti di queste costruzioni?

 

Alcune di queste costruzioni nascono sulla base di design distributivi ed estetici che non tengono conto delle diversità culturali a varie latitudini. In molti casi poi non possiedono i requisiti per poter rispondere alle normative locali e diventa quindi realisticamente difficile poterle insediare ovunque. E' il caso del  citato modello"Emerging Ghana" il quale non ha riscontrato il successo prospettato. 

Ma, come in ogni processo di ricerca e sviluppo, quando si è nella fase iniziale gli esperimenti sono necessari e sono soprattutto preziosi per migliorare i risultati.

Per questo motivo e poiché questa sfida è appena cominciata ci si può aspettare che le Opensource houses evolvano ancora e trovino dei modelli di applicazione sempre più funzionali. 

 

 

 

Per concludere,  le case opensource sono concettualmente una delle migliori soluzioni per rispondere  velocemente e a costi ridotti ad esigenze abitative post calamità o catastrofi. Per questo specifico scopo ci auguriamo che questa ricerca possa trovare applicazione coinvolgendo più figure professionali di ogni Paese. 

Invece per quanto riguarda la nostra professione di progettisti ci auguriamo che questa non sia sostituita da nuovi modi di costruire con "asettici" operatori virtuali che spiegano l'uso di case opensource e costruttori "fai da te" improvvisati. 

Certamente i progetti personalizzati continueranno ad essere i migliori per l'utente finale così come sono attualmente necessari uno o più professionisti locali  per per risolvere tutti gli aspetti tecnici o burocratici non contemplati da queste costruzioni. 

 

Articolo scritto da Arch.Chiara Pizzighello

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